top of page

Abitare il Limite.

Esposizioni seriali

open air

 

 

 

 

 

 

 

 

All'interno del progetto sull'archivio della memoria,  Abitare il limite è uno stato di precarietà tra un dentro e un fuori, ubicazione periferica vicina a un limite di perimetro da un centro prestabilito.

 

Un limite che funziona per il Q.re Gratosoglio (Municipio 5) nei due versi; un limite da superare per poter vivere le proprie passioni, quindi scappare per cercare spazi e vitalità, e un limite che non viene valicato da chi viene da Milano o dal suo sud.

 

Limite da superare, limite entro il quale convivere una contraddizione, sul quale poggiare il corpo per prendere forza per una spinta che vale la riscossa e la conoscenza.

Limite, confine, varco, filtro, diaframma, passaggio necessario tra diversi mondi spaziali.


Il lavoro di documentazione o di creazione artistica ha l'obiettivo di vivere pienamente tutto questo e comunicare con tutti  senza limiti all’immaginazione.

 

> 5x5 < sta a simboleggiare quanto è racchiuso in questo vivere il limite, le case, la copertura originale con piastrelline rosse 5cm per lato.

 

 

Per l’architetto Steven Holl lo spazio acquisisce una forma di identità nel momento in cui il soggetto ha un’esperienza all’interno di esso: il soggetto infatti, muovendosi e vivendo all’interno di uno spazio, realizza nuove esperienze che lo portano ad avere delle percezioni, soggettive, relative a quello specifico spazio. Il movimento però non risulta essere l’anello di giunzione solo tra il concetto di spazio e quello di percezione, ma relaziona lo spazio con l’architettura.

 

Gli spazi architettonici possono essere compresi nella loro totalità solo nel momento in cui il soggetto li attraversa ed ha delle esperienze al suo interno. Per Holl infatti un'architettura non può essere analizzata solo attraverso le immagini che si vedono sulle riviste: per essere percepita e compresa fino in fondo deve essere vissuta e attraversata; il soggetto deve quindi muoversi intorno e dentro di essa. Lo spazio  può essere misurato attraverso i movimenti che il soggetto compie al suo interno. Il corpo, ovvero il soggetto, assume per Holl un ruolo determinante nella costituzione di uno spazio in quanto, attraverso il suo movimento, riesce a comprenderne la sua vera misura.

Quindi possiamo sintetizzare che il vivere quotidiano dello spazio ne determina il suo valore effettivo, l’appropriazione degli spazi e creazioni di nuove dinamiche non pensate dall’architetture e dall’urbanistica originali.

E’ anche innegabile che l’affermarsi di stagioni diverse nella politica e nell’economia determinano continue modificazione che si riflettono immediatamente su questi agglomerati.

 

Il limite fisico della città coincide con alcune situazioni stratificate e compiute nella successione urbanità-margine-periferia.

Un limite che si fa porta.

La porta, a differenza del muro, non divide, unisce, collega, determina le relazioni tra gli spazi privati e pubblici al fine di costruirne il margine; anche la città medievale aveva la necessità di costruire porte affinché la città non si chiudesse. 

bottom of page